Memoria

Giorno della Memoria 2017

Mostra Disegna ciò che vedi. Helga Weissovà: da Terezin i disegni di una bambina"

Il Comitato della Memoria del Comune di Scandicci Associazione A.R.C.O. Pro Forma Memoria presentano Disegna ciò che vedi Helga Weissová da Terezin i disegni di una bambina Mercoledì 15 febbraio 2017 - Ore 17 Auditorium Mario Augusto Martini La Biblioteca di Scandicci, alla presenza della curatrice della mostra dott.ssa Roberta Gibertoni

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Giorno della Memoria 2016

Venerdì 29 Aprile 2016 ore 10: Scuola Elementare XXV Aprile

Presentazione del libro con l'autore Frediano Sessi: "Ero una bambina ad Aushwitz" Einaudi Ragazzi.

Nell'ottobre del 1940, Elissa, una bambina ebrea che vive a Vienna con la famiglia, è costretta a lasciare la casa per raggiungere, come tanti altri ebrei d'Europa, Varsavia, dove i nazisti rinchiudono tutti gli ebrei nel piccolo quartiere ebraico (il ghetto). Stipati a migliaia nelle vie e nelle case, spesso diroccate, senza servizi igienici e con poco cibo, la loro vita è fin da subito difficile, assillata dalla fame e dal pericolo delle malattie contagiose. I mesi trascorrono nella speranza che la difficile vita nel ghetto finisca. Invece, i nazisti hanno deciso di liberarsi di tutti gli ebrei e di deportarli verso una "destinazione ignota", che per i più fortunati è un campo di lavoro. Eli lavorerà per mesi in una segheria del lager di Starachowice, fino a che non verrà di nuovo deportata, questa volta nell'universo concentrazionario di Auschwitz, dove rivedrà il padre e la madre, accorgendosi che per loro la vita è ormai finita. Il 27 gennaio del 1945 sarà ancora viva quando Auschwitz verrà liberato. Al suo ritorno a Vienna, la piccola Eli cercherà di ricominciare a vivere un'esistenza normale. Età di lettura: da 9 anni.

RIFLESSIONI E PENSIERI SUL LIBRO “ ERO UNA BAMBINA AD AUSHWITZ”

Riflessioni di gruppo

Il libro ci è piaciuto molto, perché in certi momenti ci ha fatto emozionare, riflettere ed immedesimarci nella vicenda di Elissa ,ci ha permesso anche di confrontare la vita di oggi con quella di prima. Elissa ,come ognuno, ha inizialmente degli amici, frequenta la scuola, vive circondata dall’affetto della sua famiglia e possiede tanti giochi e vestiti, ma da un giorno all’altro si ritrova costretta ad abbandonare tutto quello che aveva. Quando arriva nel ghetto, le tolgono tutto, a parte la capacità di sognare a occhi aperti. Elissa non poteva vivere come voleva solo perché era di religione diversa da quella che professavano i tedeschi. I genitori di Elissa sono costretti ad accompagnare la figlia tutti i giorni a scuola per paura delle SS , che avevano diritto di vita e di morte sugli ebrei. La bambina non poteva uscire dal ghetto per andare al luna park come i suoi altri coetanei. La situazione di Elissa peggiora quando viene trasferita nel campo di lavoro dove le vengono rasati i capelli , sostituiti i suoi abiti con dei sacchi di tela , le tolgono il suo nome e lo sostituiscono con un numero tatuato sul braccio. Viene separata dal padre e dalla madre che si ammala di tifo. Secondo noi l’ autore vuole mettere in risalto il coraggio di Elissa quando i tedeschi tentano di annullare la sua persona e lei reagisce con la sua capacità di sognare ad occhi aperti , la speranza di rivedere il suo amico violinista e la sua famiglia.
GRUPPO: Francesca F., Margherita B., Noemi F., Tommaso B., Alessandro A., Enrico B. Classe II D Scuola Media Rodari

Riflessioni di gruppo

Il libro ci è molto piaciuto perché ci fa capire come alcune persone venivano maltrattate quando si trovavano nei campi di concentramento e questa cosa ci ha molto colpito.
 Secondo noi è ingiusto che certe persone vengano uccise solo per la loro religione. Durante la lettura ci ha emozionato sapere che bambini innocenti hanno dovuto subire situazioni strazianti come la perdita dei genitori, i lunghi viaggi nei treni, il ghetto, la vergogna e la paura. Purtroppo sappiamo che ancora oggi ci sono delle persone che soffrono per situazioni simili in Siria e in Africa.
Elissa  ci ha insegnato ad apprezzare la vita e a non scoraggiarsi mai davanti ai problemi. Per far sì che queste cose non succedano più, è stata istituita la giornata della memoria, che ricorda la shoah e la liberazione degli ebrei da Aushwitz . Noi speriamo che conoscere quello che è accaduto serva perché ciò non si ripeta mai più.
GRUPPO: Giulia S., Elena C., Aurora B., Tommaso C., Henry T., Tommaso G.

Riflessioni di gruppo

Questo libro ci è piaciuto molto perché ci ha aperto gli occhi sulla vita degli internati nei campi di concentramento.
Ci ha insegnato a valorizzare  ciò che abbiamo, infatti ogni giorno abbiamo da  mangiare in abbondanza,  possiamo uscire senza correre  pericoli e andare a scuola con libri e quaderni a sufficienza.
Elissa,  nei campi vive,  molto diversamente da noi, ma è riuscita a  superare quest’esperienza  scrivendo il suo diario. Svuotava la mente da tutti i pensieri sia belli che brutti, sognando che un giorno lei e la sua famiglia sarebbero tornati a Vienna nella loro casa e pensando che tutto quello che lei stava vivendo sarebbe finito per sempre.
Purtroppo al giorno d’oggi nel mondo ci sono situazioni simili, ad esempio sappiamo che in Libia alcuni bambini vengono costretti a uccidere persone di religione diversa dalla loro.
Per evitare  che continuino a succedere queste cose bisogna cercare di essere più solidali gli uni con gli altri e non disprezzare le persone diverse da noi.
Gruppo:  Giulia B., Margherita S., Margherita N., Camilla M., Matteo

Riflessioni di gruppo

Il libro ci è piaciuto molto e uno di noi ne ha comprato un altro, dello stesso autore, che si chiama “Ultima fermata Aschwitz”. Durante la lettura del libro ci sono stati molti momenti che ci hanno fatto pensare: uno di questi è quando Elissa è sul treno e la trattano come una bestia.
Se tutti fossimo contenti, in pace e senza rabbia, avendo rispetto per il prossimo, la guerra probabilmente non ci sarebbe. Come potremmo fare? La soluzione migliore è confrontarsi e parlare l’ uno con l’ altro, ricordando sempre l’ accaduto per non commettere lo stesso errore. Le cose che piacciono a noi ed a Elissa sono più o meno le stesse, la differenza è che lei, quando era nei campi di concentramento, non le poteva fare. Pensiamo che quella di Elissa sia l’ esperienza più brutta che possa capitare, perché nessuno deve essere mai maltrattato per ciò che è. Per questo già a scuola dobbiamo imparare a rispettarci tra cristiani, ebrei, buddisti, induisti e musulmani.
Gruppo: Rajesh B., Francesca F., Gabriele P., Ginevra N., Alessandro B.

Riflessioni a livello individuale

   

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Giorno della Memoria 2015

Lunedì 26 Gennaio 2015 in collaborazione con GLI AMICI DEL CABIRIA proiezione dei film:

Sala 1 "The German Doctor" - Regia Lucia Poenzo - Coproduzione Argentina, Francia, Spagna, Germania, Norvegia. 2013.
Trama: ambientato negli anni '60. Un medico tedesconel deserto della Patagonia incontra una famiglia argentina che vuole aprire un hotel sul lago Nahuel Huapi. Il medico conquista la fiducia della mamma e della figlia Lilith, alla quale propone un trattamento medico con infiltrazioni dell'ormone della crescita da lui stesso scoperto. Solo che il medico è il nazista Josef Mengele, ricercato in tutto il mondo dai Servizi Segreti Internazionali.

Hannah ArendtSala 2 "Hannah Arendt" - Regia Margharete von Trotta - Coproduzione Germani, Lussemburgo, Francia. 2012.
Trama: scappata dagli orrori della Germania nazista, la filosofa ebrea-tedesca Hannah Arendt nel 1940 trova rifugio negli Stati Uniti. Qui dopo aver lavorato come tutor universitario comincia a collaborare con alcune testate giornalistiche. Come inviata dal New Yorker in Israele Hannah si ritrova a seguire da vicino il processo contro il funzionario nazista Adolf Eichmann, da cui prende spunto per scrivere "La banalità del male", un libro che andrà in contro a molte controversie.

La valigia - un racconto in musica, canto e burattini scritto e interpretato da Thomas Jelinek e Enrico FinkIl Comune di Scandicci - l’Associazione A.R.C.O di Scandicci - il Circolo ricreativo Bella Ciao di Giogoli presentano:

La valigia - un racconto in musica, canto e burattini scritto e interpretato da Thomas Jelinek e Enrico Fink.
Mercoledì 4 febbraio 2015, ore 10 - Sala Consiliare del Comune di Scandicci
Lo spettacolo si ispira alla tragica sorte di tanti bambini che negli anni delle persecuzioni razziali dovettero preparare la loro valigia per un viaggio verso mete ignote ed oscure.
Lo spettacolo è rivolto, in particolare, ai ragazzi delle quinte classi elementari e delle terze medie delle scuole di Scandicci.

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Giorno della Memoria 2014

"Impariamo dalla Shoah: Strategie educative e ipotesi didattiche"

Destinato ai docenti delle scuole primarie e secondarie di I° e II° grado della Regione Toscana aperto ad Associazioni, Enti, Istituzioni coinvolti nelle celebrazioni del Giorno della Memoria 2014

26 novembre 2013 ore 8.45 – 17.15
Auditorium Scuola Media "Rodari" Via Sassetti 1, Scandicci (FI)

Il seminario "Impariamo dalla Shoah: strategie educative e ipotesi didattiche" è il secondo appuntamento che l'Associazione A.R.C.O. (Associazione Ricerca Cultura Orientamento) ha proposto sul tema della Shoah.
Condotto dai professori: Paola Milani dell'Università di Padova e Roberto Castaldi dell'Istituto S. Anna di Pisa, in qualità di relatori nella sessione plenaria del mattino, e dai professori: Liberanome, Coen e Castaldi coordinatori delle sessioni laboratoriali del pomeriggio.
A conclusione dei lavori è stato rilasciato attestato di frequenza. inf. Tel 3382375373

Motivazioni - Programma - Scheda di iscrizione - Insegnare la Shoah per combattere le pulsioni alla chiusura della nostra società - Grafici: scheda valutazione seminario

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Giorno della Memoria 2013

Seminario su "La didattica della Shoah"

Seminario su La didattica della Shoah

06 Marzo 2013 - dalle ore 8.30 alle ore 13.30, presso il CRED (Centro Risorse Educative e Didattiche) in via Rialdoli, 126 - Scandicci (Firenze)

L'ampia partecipazione di docenti e di educatori provenienti da molte province toscane ed il loro apprezzamento motivato, ha confermato due idee di fondo del seminario: 1) i docenti hanno un grande bisogno di confrontarsi sui metodi della didattica e sulla loro pratica quotidiana in classe; 2) insegnare la Shoah significa educare contro il pregiudizio, significa attrezzare i futuri cittadini ad individuare i segnali di pericolo per la vita democratica.
Per questi motivi la stragrande maggioranza dei partecipanti si è trovata d'accordo nel voler creare una rete tra le scuole della Toscana, affinché alcune preziose esperienze didattiche non vadano disperse, ma diventino patrimonio di tutti. L'Associazione A.R.C.O. s'impegna a coordinare questa rete che risponde pienamente al suo scopo fondamentale di promuovere cultura, con particolare riferimento ai valori della solidarietà, della cittadinanza e della convivenza civile.

Introduzione Seminario - Programma Seminario - Grafici: Scheda valutazione

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Microstorie di "coraggio"

Microstorie di coraggio

27 febbraio 2013, ore 17 - Saletta C.N.A. - Via del 78° Reggimento Lupi di Toscana - Scandicci - Salvatori e salvati a Firenze dopo l'8 settembre 1943 - Racconti di persone semplici che, pur non essendo nate "eroi" hanno saputo fare la scelta giusta al momento giusto: documenti, interviste, testimonianze ...

Il 27 febbraio u.s. a Scandicci presso la sala del CNA è stato presentato il primo risultato della ricerca avviata dall'Associazione A.R.C.O. Microstorie di "coraggio" nell'ambito delle celebrazioni del Giorno della Memoria, promosse dal Tavolo della Memoria del Comune di Scandicci.
La ricerca si snoda attraverso 14 interviste di ebrei scampati alle razzie della persecuzione nazifascista grazie all'aiuto disinteressato di gente semplice che rischiò la propria vita per salvare quella degli altri e che finora è rimasta per lo più ignota o poco nota e si arricchisce con alcuni documenti dell'Archivio storico della Comunità Ebraica di Firenze e con i memoriali di alcuni dei testimoni.
Pur non cadendo nell'equivoco del luogo comune "italiani brava gente", la ricerca mette a fuoco che anche in periodi bui della storia, è possibile fare scelte giuste e responsabili che rimangono esempi di cittadinanza consapevole e di "un livello eccelso di umanità".
La presentazione si è svolta in un clima di grande emozione e partecipazione. I testimoni, gli autori, le personalità intervenute, si sono alternati al microfono senza alcuna formalità gerarchica, al solo scopo di comunicare riflessioni, sensazioni, ricordi.

Dopo gli onori di casa dell'Associazione, del presidente del Consiglio Comunale di Scandicci Fausto Merlotti, è intervenuto il Rabbino di Firenze, Rav Joseph Levi.
E' stata poi la volta degli eredi dei salvatori : Paolo Gigli, figlio di Antonio che negli anni 43/44, aiutò molti partigiani del Mugello e salvò la vita di una famiglia di ebrei proveniente da Trieste, Bruna e Sergio Salvati (oggi residenti rispettivamente a Civitanova Marche e Vittorio Veneto) figli di Lallo Salvati, il carabiniere che non solo si rifiutò di arrestare la famiglia Bemporad, ma rifiutò anche un tentativo di corruzione.
Hanno preso poi la parola i salvati che all'epoca della persecuzione erano generalmente bambini o ragazzi molto giovani, esprimendo la grande soddisfazione di essersela cavata grazie al contributo generoso di persone semplici, a volte sconosciute che seppero fare la scelta giusta al momento giusto.
Tra gli altri ha parlato Ugo Caffaz sia come figlio di un salvato, orgoglioso di essere al mondo grazie ad un pezzo di pane offerto da un contadino di Chiesina Uzzanese in cambio della vita di suo padre, sia come uomo di spicco della Comunità Ebraica di Firenze e delle istituzioni della Regione Toscana, padre ispiratore del Treno della Memoria che ormai da molti anni conduce migliaia di studenti nei campi di sterminio.
Ha concluso la serata l'intervento del Generale Bruno Gemelli dell'Associazione Carabinieri in congedo di Scandicci che ha sottolineato come l'atto eroico di Lallo Salvati s'inscrive perfettamente nella missione dei carabinieri pronti a difendere i diritti dei più deboli.

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Giorno della Memoria 2012

26 gennaio - 11 febbraio 2012 - Auditorium Mario Augusto Martini - La Biblioteca di Scandicci

" ... già si alzano delle voci per impietosirsi sulla sorte dei lupi e minimizzare la loro barbarie, chi sa forse domani per negare le loro atrocità.
Per quale aberrazione si può immaginare che la sparizione del Grande Lupo debba determinare automaticamente la sparizione della mostruosità di cui è riuscito ad intridere le menti di milioni di seguaci su tutta la terra? Io comprendo bene che dopo cinque anni di orribili sofferenze, noi aspiriamo tutti al riposo, ma l'avvenire non apparirebbe molto sereno se noi stimassimo l'incubo completamente dissipato ...
... allora ve lo dico, bambini miei, la profezia del Grande Lupo si compirebbe e la Bestia , sebbene morta e abbattuta, sarebbe ugualmente vittoriosa" (Dancette-Zimmermann da "La Bete est morte")

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Giorno della memoria 2011

Premessa

L'Associazione A.R.C.O. per il 27 gennaio 2009, in collaborazione con il Comune di Scandicci e A.N.P.I., propose alle scuole e alla cittadinanza la mostra "... Se questo è un bambino..." (disegni e poesie dei bambini di Terezin), non solo come testimonianza dei diritti negati, ma anche e soprattutto, come apertura di un dialogo per costruire percorsi di riflessione sul rispetto della dignità umana e dei diritti di ciascuno e di tutti.
La prima e più efficace risposta è venuta dai più giovani visitatori della mostra: numerosi studenti, infatti, hanno raccontato le loro emozioni", in testi verbali e non verbali che sono poi confluiti in due fascicoli redatti dall'Associazione e consegnati alle scuole.

In occasione del 27 Gennaio 2011 l'Associazione A.R.C.O. ha proposto:

27/01/11 Giorno della Memoria 27/01/11 Giorno della Memoria
  • Stampa, in una nuova veste editoriale, del materiale raccolto
  • Consegna del medesimo al Console Onorario della Repubblica Ceca, quale simbolico intermnediario con il Comune di Terezin e il Museo Nazionale Ebraico di Praga
  • Mostra dei lavori originali dei ragazzi delle scuole di Scandicci
  • Presentazione di due libri.

"La notte è il nostro giorno. Diario di un partigiano ebreo del ghetto di Vilna" di Shmerke Kaczerginski

Copertina libro: La notte è il nostro giorno. Diario di un partigiano ebreo del ghetto di Vilna di Shmerke Kaczerginski Mai più parleremo serenamente. Mai più, da nessuna parte. In notti di impenetrabile oscurità, superate le palizzate del ghetto e del campo di concentramento, ci trascinavamo verso i boschi come lupi famelici, per prendere e distruggere. Invidiavamo gli animali che popolavano i verdi paesaggi a noi sconosciuti. Il bosco era divenuto il nostro ideale: una leggenda, un mito avvolto nel verde, penetrato da fasci di luce. E se ci domandassero: come avete fatto a sopravvivere nelle foreste, sotto la pioggia, il fango e il freddo? Come siete riusciti a procurarvi il cibo circondati dall'esercito tedesco, a contatto con una popolazione impaurita? Dove avete dormito nelle gelide notti d'inverno? Dove avete trovato le armi? Chi medicava le vostre ferite? Chi poteva lenire le vostre pene e prendersi cura di voi ebrei, da tutti abbandonati e perseguitati? Riuscivate a trovare almeno tra compagni di lotta, in quei boschi selvaggi, riposo e amicizia? La risposta è semplice: mai più troveremo serenità.

Mai più, da nessuna parte. Tutto aveva un aspetto diverso da lontano. Ma da vicino, quando ne fummo protagonisti, ci accorgemmo di quanto fosse diversa la realtà. Con questo libro vorrei provare a togliere il velo a questo mito. Forse le tante domande troveranno risposta. Mi auguro che la luce, per quanto tetra o debole, possa sorgere dalla macchia misteriosa. Il lettore troverà in queste pagine anche momenti di felicità e di gioia. La gioia della giusta vendetta. Ma soprattutto potrà capire quanto sia stata infernale la vita dei partigiani ebrei. Dovrà percorrere lo stesso cammino, un cammino difficile, a volte penoso, che parte dall'inferno.

Shmerke Kaczerginski

Tale testo è stato presentato alla Biblioteca di Scandicci da Wlodek Goldkorn, giornalista responsabile del Settore Cultura dell'Espresso

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Giorno della Memoria 2010

Giorno della memoria 2010

Dimenticare? Non si può

Dimenticare? Non si può Dimenticare? Non si può
Gli alunni delle scuole dell'obbligo di Scandicci raccontano le loro emozioni sulla mostra dello scorso anno

Poesie - Riflessioni - Lettere

"Sono stato un numero" di Roberto Riccardi

Prefazione

Copertina libro: Sono stato un numero di Roberto RiccardiQuesta storia si è scritta da sola. Abitava a rnezz'ra di strada da me, nei ricordi di un uomo, si è trasferita in un computer e ora rivive in un fascio di pagine. E' una storia vera, triste come la Shoà, bella come il cuore dei suoi personaggi.

Questo libro ha scritto la vita di Alberto Sed, che nel 1944 ad Auschwitz diventò soltanto un numero: A-5491. Grazie a un tatuaggio sul braccio, credevano che in un lampo la sua identità sarebbe stata cancellata: con il nome il suo passato, gli affetti, la coscienza e la dignità, l'esistenza di Alberto dimostra quanto quel pensiero fosse sbagliato. A distanza di oltre sessant'anni, le pagine che seguono ci rendono tutto di lui: passato, affetti, coscienza e dignità. E qualcosa, anche, dei milioni di persone le cui storie non leggeremo mai.

Il lavoro svolto si basa sulla testimonianza del protagonista della vicenda, che racconta in prima persona e sui documenti in suo possesso, con minime licenze dettate dalla esigenza di dare vivacità al racconto.

Lo dedico alle vittime della Shoà e degli altri orrori commessi dall'uomo. A voi, i loro cari, esprimo la più sincera partecipazione al dolore sofferto. E' il mio cordoglio come se ogni delitto fosse avvenuto ieri. Non è ciò che sentite, nel vostro cuore?
Tale testo, alla presenza dell'autore, è stato presentato presso l'Auditorium della Scuola Media Rodari.

R.R

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Giorno della Memoria 2009

... Se questo è un bambino ...

La mostra espone riproduzioni di disegni e poesie dei bambini internati nel ghetto-lager di Terezin, a testimonianza dei diritti negati, la cui memoria è importante non solo nel giorno istituzionale del 27 gennaioo, ma anche "oltre".
In quest'ottica la mostra vuole muoversi su due piani:

  • memorio di ciò che è stato affinchè non accada mai più
  • promozione di una sempre maggiore consapevolezza dei diritti del bambino secondo la definizione della convenzione di New York del 1989, che quest'anno compie 20 anni (1989 - 2009).

Non solo una mostra, dunque, ma anche l'apertura di un dialogo per costruire insieme un sempre più efficace rispetto della dignità umana e dei diritti di ciascun e di tutti.

Mostra di disegni e poesie dei bambini di Terezin - 23 Gennaio - 07 Febbraio 2009 [Clicca sul Pieghevole].

Poesie e disegni dei bambini di Terezin - Testimonianze di bambini dai lager