Parole che uniscono, parole che dividono

L'Associazione A.R.C.O. da qualche anno coordina un progetto di Educazione alla Legalità che coinvolge dieci classi dei tre Istituti Comprensivi del Comune di Scandicci, con la collaborazione dell’Amministrazione comunale.

Il Progetto “PAROLE CHE UNISCONO, PAROLE CHE DIVIDONO” ha previsto per l’anno scolastico 2018-2019 un percorso di riflessione sull'uso consapevole della “parola” intesa come strumento essenziale per capire e farsi capire, per porre domande e comprendere le risposte, in un mondo complesso nel quale la comunicazione ha assunto un ruolo sempre più rilevante, anche a livello digitale.
Nella prima fase è stato proposto un corso per gli insegnanti presso la Libera Università di Scandicci, tenuto da altuni docenti dell'Accademia della Crusca, che ha approfondito il tema di come si possono costruire e distruggere relazioni, avvicinare o allontanare il "diverso" tramite le parole.
Nella seconda fase, destinata alle classi, è stato presentato presso La Biblioteca di Scandicci il libro a fumetti “Salvezza” di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso, un efficace reportage relativo all'esperienza che gli autori hanno fatto a bordo della nave Aquarius durante una delle sue missioni nel Mediterraneo.
Alcune tavole scelte del testo sono diventate una mostra itinerante, illustrata nelle classi delle varie scuole da una docente A.R.C.O.
Il libro “Salvezza” è il racconto di chi fugge e di chi salva nel breve tratto del Mediterraneo dove tante vite sono riuscite ad approdare sulle rive della speranza, mentre molte altre non ce l'hanno fatta.
Dalla lettura di questo testo e dalle altre attività svolte in classe con i docenti, | ragazzi hanno affrontato tale argomento, coniugando l'educazione alla memoria con l'educazione alla legalità. In tal modo hanno preso consapevolezza che la riflessione sulla conoscenza della storia degli ultimi che popolano l'umanità di leri e di oggi ci mette di fronte ad una grande responsabilità: non voltare lo sguardo dall'altra parte.
Iin quest'ottica, alcune classi hanno espresso il loro pensiero attraverso il disegno, altre con delle poesie o canzoni, altre utilizzando la fotografia, i giornali o la ceramica.